Fondazione Giorgio Amendola

Totalitarismo, potere ed Europa – call for abstracts

Domenico Cerabona | 17 Marzo 2026

Abstract

Il centenario della figura di Giovanni Amendola offre l’occasione per riflettere sulla connessione tra totalitarismo, potere e destino europeo della democrazia lungo il “Secolo breve”, il Novecento. Intellettuale liberale, deputato e oppositore della dittatura, Amendola rappresenta una delle più alte espressioni dell’antifascismo delle origini, quando il regime non era ancora consolidato ma già manifestava con chiarezza la propria natura violenta e totalizzante.

Fin dai primi anni Venti, Amendola colse la specificità del fascismo non come semplice degenerazione autoritaria del sistema liberale, bensì come progetto politico volto a concentrare il potere in forma assoluta, a distruggere il pluralismo e a subordinare lo Stato alla logica del partito. La denuncia delle responsabilità politiche e morali che resero possibile l’ascesa del fascismo, dalla debolezza dello Stato liberale alla complicità di settori delle élite, si accompagnò in Amendola a una concezione esigente del liberalismo, inteso non come mera tecnica parlamentare, ma come etica della responsabilità, tutela delle minoranze e difesa delle istituzioni rappresentative.

La sua opposizione, culminata nel ruolo di promotore della “secessione dell’Aventino” dopo il delitto Matteotti nel giugno 1924, non fu soltanto un atto politico, ma anche una scelta di principio. Le aggressioni subite dalle squadre fasciste nel 1925 e la morte in esilio nel 1926 testimoniano il sacrificio personale di un impegno riluttante a ogni compromesso con la violenza politica. In questa coerenza si radica il significato storico della sua figura: Amendola incarna una linea dell’antifascismo liberale che, pur sconfitta nel breve periodo, contribuisce in modo decisivo alla cultura politica della futura democrazia repubblicana.

Il suo lascito non si limita all’opposizione al regime. Le categorie da lui difese – centralità del Parlamento, autonomia della società civile, legalità costituzionale, rifiuto dello Stato-partito – riemergeranno nella Resistenza italiana e troveranno espressione istituzionale nei lavori dell’Assemblea Costituente (1946–1947), dove convergeranno le diverse tradizioni dell’antifascismo. La Repubblica, nata nel 1946, si fonda anche su quella lezione: il potere deve essere limitato, articolato e bilanciato; la sovranità popolare non può mai tradursi in un dominio assoluto.

In questa prospettiva, la riflessione sulla figura di Amendola consente di proiettare i suoi pilastri oltre i confini nazionali. La crisi del liberalismo europeo negli anni Venti e Trenta e l’affermazione dei totalitarismi evidenziarono la fragilità degli Stati nazionali isolati. Dopo il 1945, il processo di integrazione europea si sviluppa anche come risposta storica a quell’esperienza: costruire uno spazio politico fondato sulla pacificazione, sulla collaborazione, sulla tutela dei diritti e sulla limitazione reciproca dei poteri statali. L’Europa comunitaria nasce infatti dall’esigenza di impedire il ritorno di regimi totalitari e di garantire un ordine politico fondato sul pluralismo e sullo Stato di diritto.

La connessione tra totalitarismo, potere ed Europa assume, entro questo paradigma, una traiettoria storica che attraversa l’intero Novecento italiano ed europeo. Nel ricordo di Giovanni Amendola si intrecciano la denuncia precoce della violenza fascista, la continuità dell’antifascismo liberale nella Resistenza, la costruzione della Repubblica e l’orizzonte europeo della democrazia. La sua figura invita a ripensare il rapporto tra libertà e potere, tra responsabilità politica e istituzioni, in un tempo in cui la riflessione sui rischi di nuove forme di concentrazione autoritaria del potere assume una particolare rilevanza.

Presentazione delle proposte

In occasione del centenario della figura di Giovanni Amendola, il convegno intende promuovere una riflessione scientifica sul rapporto tra totalitarismo, potere e costruzione europea nel Novecento. A partire dall’esperienza intellettuale e politica di Amendola – tra i primi interpreti critici della natura totalitaria del fascismo e protagonista dell’opposizione parlamentare al regime – l’iniziativa si propone di approfondire il nesso tra la crisi dello Stato liberale, l’affermazione dei totalitarismi e la ricostruzione democratica nel secondo dopoguerra.

Muovendo da un approccio interdisciplinare e comparativo, la call for abstract si rivolge a studiose e studiosi di storia contemporanea, storia del pensiero politico, storia delle istituzioni, diritto costituzionale, storia europea, scienze politiche e discipline affini.

Si invitano le interessate e gli interessati a presentare proposte che affrontino, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti ambiti tematici:

• Giovanni Amendola tra liberalismo, etica della responsabilità e opposizione al fascismo;

•La categoria di totalitarismo nel dibattito politico e storiografico;
• Il rapporto tra crisi dello Stato liberale e ascesa dei regimi autoritari in Europa;
• Violenza politica, repressione e distruzione del pluralismo negli anni Venti e Trenta;
• L’antifascismo liberale e la continuità con la cultura politica della Resistenza;
• Le culture politiche dell’Assemblea Costituente e la costruzione dell’ordine repubblicano;
• Il costituzionalismo come risposta alla concentrazione totalitaria del potere;
• Democratizzazione, limiti del potere e tutela delle minoranze nella Repubblica italiana;
• Le radici politiche e culturali del processo di integrazione europea nel secondo dopoguerra;
• La memoria del totalitarismo e il suo ruolo nella costruzione dell’identità europea.

Particolare attenzione sarà rivolta a contributi che sappiano mettere in relazione il pensiero e l’azione di Giovanni Amendola con i processi di lungo periodo che hanno condotto dalla crisi dello Stato liberale alla fondazione della Repubblica e alla progressiva integrazione europea, evidenziando continuità, fratture e trasformazioni.

Modalità di partecipazione

Gli abstract dovranno avere una lunghezza massima di 2.500 battute (spazi inclusi) e dovranno essere accompagnati da una breve scheda biografica di massimo 150 parole, comprensiva di eventuale affiliazione istituzionale e principali interessi di ricerca.

Le proposte dovranno essere inviate entro il 20/04/2026 al seguente indirizzo: eventi@fondazioneamendola.it

La comunicazione relativa all’accettazione delle proposte sarà resa nota entro il 5/05/2026.

Sezione studenti e ricercatori universitari.

  1. La partecipazione è riservata a studiosi under40
  2. I due migliori abstract verranno selezionati per un intervento di 7 minuti in occasione del convegno che si svolgerà presso il Consiglio Regionale del Piemonte dal titolo “Totalitarismo, potere ed Europa” che si svolgerà il giorno 13 maggio 2026. Ai due studenti o ricercatori selezionati verranno inoltre rimborsate le spese di trasferta per il giorno del convegno.
  3. I cinque migliori abstract verranno selezionati per un articolo di 7.000 battute da pubblicare nel numero speciale della Rivista Il Rinnovamento che pubblicherà gli atti del convegno di cui al punto b. 

Sezione studenti scuole superiori:

  1. Il migliore abstract verrà selezionato per un intervento di 5 minuti in occasione del convegno che si svolgerà presso il Consiglio Regionale del Piemonte dal titolo “Totalitarismo, potere ed Europa” che si svolgerà il giorno 13 maggio 2026, verranno inoltre rimborsate le spese di trasferta per il giorno del convegno.
  2. I tre migliori abstract verranno selezionati per un articolo di 7.000 battute da pubblicare nel numero speciale della Rivista Il Rinnovamento che pubblicherà gli atti del convegno di cui al punto a. E riceveranno un premio in buoni libri da 100, 75 e 50 euro da spendere presso la Libreria “Casa delle Note” di Torino.
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